Gli strumenti delle tenebre

Legatura in cartonato e sovraccoperta editoriali, Traduzione di Liana Burgess (capitoli 1-39) e Pierfrancesco Paolini, un piccolo difetto alla cerniera del foglio di guardia, altrimenti in ottimo stato

Zut. Nevermore work. Numero unico

Foglio maodada dell’ala creativa del’Autonomia romana. Il caso dell’operaio della Magneti Marelli, alla prima pagina, ispirò poi Filippo Scozzari per le sette tavole apparse su Linus dal titolo “Il fantasma delle fonderie”. All’interno composizioni verbovisuali e blitz dadaisti (“Se sarai buono ti mangerò”). Nella minuscola rubrica “Ultime notizie” si dichiara che Elvio Fachinelli è stato espulso da Zut per megalomania, infantilismo prolungato e senilità precoce. In ottimo stato.

Zut nella rivoluzione

Foglio creativo maodada, nel collettivo compaiono Angelo Pasquini, Piero Lo Sardo e Mario Canale, con la collaborazione di Giancarlo Simoni, Gilles Wright, Jerry e altri. Articolo di fondo a firma di Franco Berardi dalla latitanza: “(…) come scrivono i giornali borghesi ho istigato e organizzato la mia personale voglia di cambiare il mondo e la vita (…)”. Alla doppia pagina centrale il disegno di una piramide di “scemi” in cui la posizione più alta spetta a Pecchioli (lo stesso che aveva invocato l’intervento delle forze dell’ordine per chiudere i “covi” degli Autonomi); poi Argan, e più in basso Giorgio Bocca. Lo stile dada (e mao-dada!) della falsa notizia viene ampiamente dibattuto in un articolo dal titolo “Il movimento e il falso. La falsificazione del sistema informativo”. Normali pieghe di giornale, esemplare ottimo.

Zero e dintorni. Giornale nel pel sul col del movimento di Roma. NN. 1; 2; 3; 4

Foglio giornale vicino alla creativa dell’Autonomia, incentrato sul movimento del ’77, tra gli altri contiene articoli sul Living Theatre, il Punk, l’operaio massa e l’operaio sociale, il Convegno sull’arte di arrangiarsi tenutosi a Macondo, contributi di membri di Magistratura democratica sulle condanne al confino inflitte alla sinistra rivoluzionaria e un’intervista a Bifo. Numerose fotografie e illustrazioni in B/N nel testo, tra le quali vignette di Roberto Zamarin, Altan, Echaurren. Esce come supplemento a Il Ronzino e poi a Ombre Rosse, manca il n. 5 alla collezione completa. In ottimo stato.

Wet. N. 18

Brossura spillata, interamente illustrata a colori e in B/N, presenta un lungo articolo su Iggy Pop: “Ho passato tempi grandiosi come tossico e avevo un solo grosso vizio. Ora ho venti piccoli perversi e autodistruttivi vizi” (trad.).

Via il boia Almirante da Milano. Volantino

Volantino in cui Almirante è ripetutamente definito “il fucilatore”o “il fucilatore di partigiani”, questi gli antefatti: nel 1971 era stato ritrovato un bando del 1944 (oggi noto come il “manifesto della morte”) a firma di Giorgio Almirante, allora capo di gabinetto del ministro della Cultura popolare dell’Rsi. Il manifesto annunciava la pena di morte con fucilazione alla schiena per tutti coloro che dopo l’8 settembre non si fossero consegnati ai «posti militati e di Polizia Italiani e Tedeschi». I quotidiani Il Manifesto e l’Unità pubblicarono il bando, Almirante denunciò per diffamazione Carlo Ricchini per l’Unità e Luciana Castellina per il Manifesto, ma dopo anni di processi i giornalisti furono assolti. Stampato al recto, in ottime condizioni.

A proposito delle difficoltà e delle possibilità di ri-conoscimento della qualità differente e dell’essere comune del maschile e del femminile

Brossura spillata, stampa a inchiostro blu e sanguigna, testo a due colonne. Sommario: Minimi teorici; Difficoltà sessuo e socio-erotiche giovanili; Sul carattere capitalistico (maschile e femminile) e sulla sua decomposizione; Note di fondo (fondamentale); Appendice: Paolo de Maestri, Comunicato per la distruzione della mistificazione (Bologna, 23-24-25 settembre ’77). Lievi ossidazioni ai punti metallici, altrimenti ottimo.