Zut. Nevermore work. Numero unico

Foglio maodada dell’ala creativa del’Autonomia romana. Il caso dell’operaio della Magneti Marelli, alla prima pagina, ispirò poi Filippo Scozzari per le sette tavole apparse su Linus dal titolo “Il fantasma delle fonderie”. All’interno composizioni verbovisuali e blitz dadaisti (“Se sarai buono ti mangerò”). Nella minuscola rubrica “Ultime notizie” si dichiara che Elvio Fachinelli è stato espulso da Zut per megalomania, infantilismo prolungato e senilità precoce. In ottimo stato.

Zut nella rivoluzione

Foglio creativo maodada, nel collettivo compaiono Angelo Pasquini, Piero Lo Sardo e Mario Canale, con la collaborazione di Giancarlo Simoni, Gilles Wright, Jerry e altri. Articolo di fondo a firma di Franco Berardi dalla latitanza: “(…) come scrivono i giornali borghesi ho istigato e organizzato la mia personale voglia di cambiare il mondo e la vita (…)”. Alla doppia pagina centrale il disegno di una piramide di “scemi” in cui la posizione più alta spetta a Pecchioli (lo stesso che aveva invocato l’intervento delle forze dell’ordine per chiudere i “covi” degli Autonomi); poi Argan, e più in basso Giorgio Bocca. Lo stile dada (e mao-dada!) della falsa notizia viene ampiamente dibattuto in un articolo dal titolo “Il movimento e il falso. La falsificazione del sistema informativo”. Normali pieghe di giornale, esemplare ottimo.

Zero e dintorni. Giornale nel pel sul col del movimento di Roma. NN. 1; 2; 3; 4

Foglio giornale vicino alla creativa dell’Autonomia, incentrato sul movimento del ’77, tra gli altri contiene articoli sul Living Theatre, il Punk, l’operaio massa e l’operaio sociale, il Convegno sull’arte di arrangiarsi tenutosi a Macondo, contributi di membri di Magistratura democratica sulle condanne al confino inflitte alla sinistra rivoluzionaria e un’intervista a Bifo. Numerose fotografie e illustrazioni in B/N nel testo, tra le quali vignette di Roberto Zamarin, Altan, Echaurren. Esce come supplemento a Il Ronzino e poi a Ombre Rosse, manca il n. 5 alla collezione completa. In ottimo stato.

Wet. N. 18

Brossura spillata, interamente illustrata a colori e in B/N, presenta un lungo articolo su Iggy Pop: “Ho passato tempi grandiosi come tossico e avevo un solo grosso vizio. Ora ho venti piccoli perversi e autodistruttivi vizi” (trad.).

Vietnam. 39 fotografie di guerra

ncredibile raccolta fotografica che documenta alcuni scenari significativi della guerra in Vietnam: la prospettiva è a 360 gradi, include crude testimonianze dei crimini di guerra americani nei confronti della popolazione civile e scene di quotidianità dell’esercito americano e di quello vietcong. Significativa l’immagine che immortala lo scambio di sguardi tra un soldato americano e una prostituta vietnamita (N. 22), ed emblematica la foto di Nguyễn Văn Trỗi (N. 27), membro del Fronte di Liberazione Nazionale, catturato mentre cercava di assassinare il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti Robert McNamara e l’ambasciatore. Un gruppo di guerriglieri venezuelani per rappresaglia rapì un militare americano e richiese lo scambio di prigionieri, gli americani ottennero la liberazione del militare ma Nguyễn Văn Trỗi fu comunque giustiziato. Nell’insieme delle 39 fotografie 20 hanno il timbro di agenzia (“Publifoto, “Dalmas”, “United Press International Photo” “ABC”, “Keystone”, “Interfoto Features”) e una il nome del fotografo dattiloscritto al verso (N. 32). I formati variano. A richiesta dettagli.

Via il boia Almirante da Milano. Volantino

Volantino in cui Almirante è ripetutamente definito “il fucilatore”o “il fucilatore di partigiani”, questi gli antefatti: nel 1971 era stato ritrovato un bando del 1944 (oggi noto come il “manifesto della morte”) a firma di Giorgio Almirante, allora capo di gabinetto del ministro della Cultura popolare dell’Rsi. Il manifesto annunciava la pena di morte con fucilazione alla schiena per tutti coloro che dopo l’8 settembre non si fossero consegnati ai «posti militati e di Polizia Italiani e Tedeschi». I quotidiani Il Manifesto e l’Unità pubblicarono il bando, Almirante denunciò per diffamazione Carlo Ricchini per l’Unità e Luciana Castellina per il Manifesto, ma dopo anni di processi i giornalisti furono assolti. Stampato al recto, in ottime condizioni.

A proposito delle difficoltà e delle possibilità di ri-conoscimento della qualità differente e dell’essere comune del maschile e del femminile

Brossura spillata, stampa a inchiostro blu e sanguigna, testo a due colonne. Sommario: Minimi teorici; Difficoltà sessuo e socio-erotiche giovanili; Sul carattere capitalistico (maschile e femminile) e sulla sua decomposizione; Note di fondo (fondamentale); Appendice: Paolo de Maestri, Comunicato per la distruzione della mistificazione (Bologna, 23-24-25 settembre ’77). Lievi ossidazioni ai punti metallici, altrimenti ottimo.

Valpreda. Fotografia originale

Al verso timbro del fotografo e scritti a penna i nomi dei soggetti immortalati: Pietro Valpreda e Roberto Gargamelli con gli avvocati Guido Calvi e Giuseppe Sotgiu, minimi segni d’uso agli angoli, altrimenti ottimo.

Gli uomini-scimmia e l’imperatore…Tutto il pubblicato

“Doveva essere il soggetto per un duello tra l’operaio massa e l’operaio sociale, ho preferito lasciare tutto e rimandare la soluzione a Bologna. O no?” Foglio maodada interamente stampato in inchiostro rosa, al verso “Poema nefritico in tasti unti”, N. 0 in attesa di autorizzazione, piccolo strappo alla piega centrale, altrimenti ottimo.

Unità delle Lotte contro le Elezioni Borghesi

“(…) I porci fascisti non devono parlare (…) viva il comunismo!” Volantone stampato in inchiostro rosso al recto e al verso, al margine sinistro fori da archiviazione, alcune pieghe ma ottimo esemplare.