Gli Area al Festival Pop di Berna. Fotografia originale

Vintage print in b/n, al verso timbro della Cramps e scheda dattiloscritta applicata. Da sinistra: Ares Tavolazzi, Patrizio Fariselli e Demetrio Stratos; in basso: Paolo Tofani e Giulio Capiozzo. Fotografia apparentemente mai censita.

Vogliamo tutto. Giornale dei comitati autonomi della zona Flegrea (primi due numeri)

Il giornale nasce dall’esigenza di disporre di uno strumento politico per le lotte operaie: legata all’area autonoma, presta attenzione al territorio napoletano, prime fra tutte all’Italsider di Bagnoli, con articoli dei Comitati disoccupati del Vomero e di Pozzuoli, sulla scuola, il proletariato giovanile e le lotte femministe per il salario domestico, con fotografie e vignette. Apparentemente tutto il pubblicato della prima serie, non risultano censiti altri numeri prima del N. 0 del maggio 1979 (cfr. Archivioautonomia.it). Nel secondo numero perde il sottotitolo e cambia il formato. Uno strappo di 6cm al margine esterno del secondo numero che non interessa il testo, in stato molto buono.

Vogliamo tutto! N. 8-9

Legatura con punti metallici, stampato in rosso e nero, con fotografie e vignette nel testo. Rivista di area autonoma, inizia le pubblicazioni dal N. 6 come continuazione di “Katù Flash. Mensile di controinformazione e cultura alternativa”. In ottimo stato.

Viola. Numero meno uno. Questa prima non s’ha da fare!!

Bifolio stampato in viola. Primo numero della rivista dedicato alla contestazione organizzata dai Circoli del proletariato giovanile: contro la “logica dei sacrifici” e per “il diritto al caviale”, un’ascia di guerra minaccia gli impellicciati! Normale piega, in ottimo stato.

La vettura della vita N. 5. Periodico selvatico

Fogli sciolti legati con punti metallici, stampati al recto, rara fanzine che raccoglie testi e poesie grottesche (una a firma di Cilindro Montanelli!), con illustrazioni satiriche in b/n anche a tutta pagina e un’irriverente ricetta per cucinare i feti. Luigi Luciani e Antonio Salis “direttori disponibili”, direttore responsabile Marcello Baraghini. Sottolineature a pennarello ad alcune righe, invio postale con francobollo al verso dell’ultima carta.

Venus. Il primo mensile italiano di informazione e di educazione sessuale. Nn. 1-10

L’editoriale a firma del direttore spiega la scelta del nome: “Venus” come simbolo dell’amore, del sesso, della fecondità, dell’erotismo, nell’arte e nella scienza. Con un ricco apparato iconografico e una bellissma veste grafica, la rivista immortala uno sguardo alla sessualità ancora laico, scientifico e soprattutto digiuno del pensiero “politically correct”: ad esempio il cambiamento di sesso era ancora considerato rischioso, ed anzi vietato sui transessuali perché considerato una mutilazione di organi genitali integri! Primi tre numeri in cartonato con sovraccoperta, i successivi in brossura, numerazione delle pagine progressiva, redatta in collaborazione con la rivista “Sexuology” di New York. Timbro di appartenenza al risguardo anteriore dei primi tre numeri, qualche minimo difetto alle sovraccoperte dei primi 3 numeri, altrimenti ottimi esemplari.

Underground: a pugno chiuso!

Brossura editoriale con alette, copertina di Riccardo B., introduzione di Marco Pannella, interventi di Goffredo Fofi, Carlo Silvestro e Michele Straniero, volume N. 5 della collana “Situazioni”, fotografie anche a doppia pagina di Francesco Bertolazzi, Aldo Bonasia, Carlo Silvestro, Franco e Luciano di Robinud, testo e illustrazioni stampati a colori cangianti in stile psichedelico. Storica testimonianza del protagonista dell’editoria underground italiana, i beatnik milanesi, le provocazioni situazioniste, le divergenze intestine del movimento, gli arresti plurimi, un racconto denso di aneddoti. Lievi segni d’uso alla brossura.

Ludd. Bollettino d’informazione

Fogli sciolti di colori diversi stampati in ciclostile e legati con punti metallici. Il bollettino riproduce traduzioni e interventi del congresso organizzato dal gruppo consiliarista Infromatione et Corrispondence Ouvriere (ICO) tenuto a Bruxelles nel luglio del ’69. Fortemente influenzato dalle teorie situazioniste sulla critica della vita quotidiana, il gruppo Ludd raccoglie varie componenti: quella genovese, composta in parte dai fuoriusciti dell’ala operaista di “Classe Operaia” e “Quaderni Rossi”, con posizioni antistaliniste, e in parte dal movimento degli studenti (ne fanno parte, oltre al curatore, Faina, Tassi, Calamari, Lippolis e altri); quella milanese, più marcatamente situazionista, cui aderirono Fallisi, Ginosa, Ranieri e altri; la componente romana, che faceva capo a Perniola e Sbardella, e infine quella torinese e trentina. Molto raro e in eccellenti condizioni.