Sovracoperta editoriale in vinile rosso, al piatto anteriore titolo e stella impressi a secco, ritratto fotografico di Mao seppiato, velina protettiva, facsimile dell’iscrizione autografa di Lin Piao. All’occhietto: “Proletari di tutti i paesi, unitevi!”. Contiene la prefazione di Lin Piao alla seconda edizione cinese (16 dicembre 1966). All’ultima pagina colophon in lingua cinese. Ottimo stato di conservazione.
Libri
Magazzino Rivista bimestrale. Tutto il pubblicato. NN. 1; 2
Legata all’Autonomia Operaia, annovera tra i vari collaboratori Toni Negri, Luciano Ferrari Bravo, Christian Marazzi, Paolo Pozzi e Nanni Balestrini. La rivista dovette chiudere le pubblicazioni a causa dei massivi arresti del 7 aprile 1979, tra cui Ferrari Bravo e Toni Negri, ad opera del giudice Calogero, cui venne dedicato l’editoriale del secondo numero, nonché un’incisiva copertina con la statua della libertà bendata. Vi compaiono, tra gli altri, dossier sulla situazione operaia negli Stati Uniti e analisi sulla ristrutturazione della fabbrica in Italia, la cosiddetta “fabbrica diffusa”. Legature lievemente allentate e fioriture al piatto anteriore del N. 2, all’interno in ottimo stato.
Terrore
Prima e unica traduzione (a firma P.B.) di un articolo della Luxemburg pubblicato sulla Sächsische Arbeiter-Zeitung di Dresda il 20 febbraio 1905: un’analisi sulla funzione politica del terrorismo implicitamente applicata alla lotta armata degli anni ’70. Legatura editoriale con punti metallici, volume N. 1 della collana “Minima”, esemplare ottimo.
Lotta di classe. Giornale politico dei comitati degli operai, dei contadini e degli studenti. Quindicinale Marxista Leninista dei circoli Lenin dell’Emila Romagna. Anno I, N. 9/10
Fascicolo legato con punti metallici, fotografie e illustrazioni in B/N nel testo, in buone condizioni.
Lotta di classe. Giornale politico dei comitati degli operai, dei contadini e degli studenti. Quindicinale Marxista Leninista dei circoli Lenin dell’Emila Romagna. Anno I, N. 5/6
Fascicolo legato con punti metallici, fotografie e illustrazioni in B/N nel testo, segni d’uso, in buone condizioni.
Lotta di classe. Giornale politico dei comitati degli operai, dei contadini e degli studenti. Quindicinale Marxista Leninista dei circoli Lenin dell’Emila Romagna. Anno I, N. 3
Fascicolo legato con punti metallici, fotografie e illustrazioni in B/N nel testo, segni d’uso in buone condizioni.
Lotta di classe nelle prigioni. L’esperienza delle «Nuove» di Torino. Documento
Legatura con punti metallici, con un estratto da una lettera di Sante Notarnicola e la riproduzione di un documento dei detenuti in agitazione. Minimi strappi ai margini che non superano 1 cm e non intaccano il testo, esemplare molto buono.
Lotta Continua Proletari in divisa (PID)
“Dobbiamo lottare dovunque ci troviamo: si lotta nelle fabbriche, si lotta nelle scuole, si lotta nelle caserme, si lotta nelle carceri”. Bisognava estendere il conflitto, e Lotta Continua promuove la mobilitazione anche all’interno delle Forze Armate tramite i PID, Proletari In Divisa che pubblicavano la rivista omonima. Organizzarsi politicamente e sindacalmente nelle caserme era vietato dal codice militare, motivo per cui le iniziative e la diffusione della rivista avevano carattere clandestino.
Lotta Continua Proletari in divisa (PID)
“Dobbiamo lottare dovunque ci troviamo: si lotta nelle fabbriche, si lotta nelle scuole, si lotta nelle caserme, si lotta nelle carceri”. Bisognava estendere il conflitto, e Lotta Continua promuove la mobilitazione anche all’interno delle Forze Armate tramite i PID, Proletari In Divisa che pubblicavano la rivista omonima. Organizzarsi politicamente e sindacalmente nelle caserme era vietato dal codice militare, motivo per cui le iniziative e la diffusione della rivista avevano carattere clandestino.
Lotta Continua Proletari in divisa (PID)
“Dobbiamo lottare dovunque ci troviamo: si lotta nelle fabbriche, si lotta nelle scuole, si lotta nelle caserme, si lotta nelle carceri”. Bisognava estendere il conflitto, e Lotta Continua promuove la mobilitazione anche all’interno delle Forze Armate tramite i PID, Proletari In Divisa che pubblicavano la rivista omonima. Organizzarsi politicamente e sindacalmente nelle caserme era vietato dal codice militare, motivo per cui le iniziative e la diffusione della rivista avevano carattere clandestino.
