L’albero del peccato

“È dal tempo di Adamo l’albero del peccato non è nello stesso tempo l’albero della conoscenza?” Con questa citazione di Marx si apre la riflessione teorica dei brigatisti prigionieri. Scritto tra il dicembre e il gennaio del 1981, poté essere pubblicato solo due anni dopo in Francia (l’Italia ne impedì la pubblicazione) grazie al Collettivo Rebelles, da sempre impegnato nella lotta contro le carceri e la repressione. Contiene: “Le origini e le caratteristiche strutturali del proletariato extralegale”, “Le forme di organizzazione, di lotta e di coscienza dell’extralegalità”, “Carcere e politica penitenziaria”, “Carcere e movimento politico del proletariato prigioniero”, “Quattro tesi politiche”, “Elementi di programma”. Brossura editoriale, lievi sgualciture ai piatti, all’interno in ottime condizioni.

(Brigate Rosse) Antonio Savasta. Fotografia originale

Pentito d’eccellenza della colonna romana delle BR, arrestato durante l’operazione condotta dai NOCS per liberare il generale della Nato Dozier, decide di diventare “collaboratore di giustizia” 3 giorni dopo il suo arresto. Nella foto viene condotto a processo a Verona. Al verso timbro dell’agenzia, un breve testo dattiloscritto e scritte a penna, in ottimo stato.

Bidè N. 0

Rarissima fanzine interamente illustrata in B/N, “vomito parolibero” in copertina a firma di Cristiano Rea, testata e controcopertina di Riccardo Vadalà, ambedue autori di alcuni fumetti all’interno. Testi dada ai contropiatti e una dissacrante spiegazione del nome della testata in quarta di copertina. Esce come supplemento a Stampa alternativa. Legatura editoriale con punti metallici, ottimo esemplare.

Basta con gli assassini fascisti! Volantino

Il volantino denuncia l’uccisione del poliziotto Antonio Marino: contro di lui era stata lanciata una bomba a mano durante una manifestazione neofascista vietata dalla Questura di Milano.

(Autonomia Operaia) Toni Negri. Fotografia originale

Conferenza stampa di Toni Negri in occasione della sua candidatura per il Partito Radicale: l’obiettivo era modificare le leggi speciali antiterrorismo e gli arresti sommari che prevedevano una carcerazione preventiva fino a 10 anni per imputati che spesso sarebbero risultati innocenti. Fu poi lo stesso Pannella e i Radicali che in parlamento votarono contro la sua immunità parlamentare. Al verso breve dattiloscritto e timbro d’agenzia, lieve piega al margine destro, in corrispondenza della vignetta di Dalmaviva.