In un primo tempo fu tra i fondatori di Potere Operaio, dopo il suo scioglimento militante dell’Autonomia. Durante il sequestro Moro tentò una mediazione attraverso il vicesegretario del PSI Claudio Signorile, per rompere il “fronte della fermezza”della DC e del PCI, che rifiutavano qualunque tipo di trattativa con le BR. Fuggì in Francia dopo i massicci arresti degli esponenti dell’Autonomia, quel famoso 7 aprile del 1979 che sancì la criminalizzazione del dissenso sotto la guida del giudice Calogero. Al verso timbri delle due agenzie, in ottimo stato.
Libri
(Autonomia Operaia) Aut. Op. per il movimento comunista
Giornale redatto in gran parte dai compagni del Comitato dell’Autonomia Operaia di Sampierdarena – C.A.S.- dopo la conclusione (3 giugno 1980) del processo agli arrestati del “blitz” di Dalla Chiesa il 17 maggio 1979. Il generale ravvedeva nuclei terroristici in tutta la sinistra extraparlamentare e nelle classi colte che rappresentavano un minaccioso potenziale di dissenso. Foglio giornale stampato in b/n, direttore responsabile Marcello Baraghini, supplemento a Stampa Alternativa, in ottimo stato
Spartaco: dagli obiettivi operai ad una società comunista
Legatura con punti metalici, contiene articoli sul rifiuto del lavoro salariato, per il superamento del sindacalismo e del revisionismo con una lotta teorica, pratica e politica; documenti dell’Assemblea Autonoma dell’Alfa Romeo sulla nocività in fabbrica, sull’autoriduzione e una guida alla lettura della busta paga. Segni d’uso e fioriture alla brossura.
Autocefalo di Padova. Mensile di satira. N. Zero
Giornale satirico, interamente illustrato in B/N con vignette e caricature (Andreotti imperversa), da segnalare le istruzioni per un origami a forma di pistola. Hanno collaborato: Beppino, Carlo Zara, Renato D’Antiga, Carlo Bluf, Ridarin, e Peter Bond, esce in supplemento a Autonomia.
Assassini. Pagherete caro pagherete tutto. Fronte Popolare. Rivista di lotta politica culturale ideologica per la pace, la democrazia e il socialismo. Inserto speciale
Numero interamente dedicato ai “caduti della Nuova Resistenza, Claudio Varalli, Giannino Zibecchi, Rodolfo Boschi e Tonino Miccichè, tutti e 4 assassinati dalle forze dell’ordine a Milano, Firenze e Torino nel solo aprile 1975. Numerose fotografie in B/N nel testo, uno strappo di cm 3,5 alla piega delle prime 4 pagine che interessa parzialmente il testo, buon esemplare.
Anarchia. Ciclostilato di lotta per la rivoluzione sociale. Anno 1 N. 0 Novembre ’82
Legatura con punti metallici, testo a tre colonne, illustrazioni in B/N, numero zero del periodico autoprodotto che poi diventerà una pubblicazione dell’area anarchica del quartiere Ticinese di Milano.
Altrove. Materiali. NN. 1 e 2. Tutto il pubblicato
Decine di dispersi la decisione presa è Altrove”: foglio creativo del ’77, nel collettivo redazionale Pablo Echaurren, Carlo Infante e Maurizio Gabbanelli. L’ironia è dada, sia per i testi che per le illustrazioni. All’ultima pagina del primo numero una “Lezione di riscaldamento” illustrata in cui le vignette dei passi di twist scandiscono la tempistica rivoluzionaria. Entrambi i numeri escono come supplementi a “Stampa Alternativa”, normali pieghe di giornale, in ottime condizioni.
L’Alfabeto delle 150 ore
Rarissimo abbecedario sindacale in formato locandina, mai illustrato da Chiappori a promozione delle cosiddette “150 ore”: nel 1973, la Federazione Lavoratori Metalmeccanici (FLM) riuscì ad inserire nel contratto nazionale il diritto allo studio durante le ore di lavoro. Gli operai potevano fruire di 150 ore di permessi finalizzati alla loro istruzione. Mai comparso sul mercato, in eccellente stato di conservazione.
L’Agave. Tutto il pubblicato
L’agave muore quando fiorisce, come il movimento del ’77 (!). Foglio trasversale stampato in occasione del Convegno a Bologna del settembre 1977, riccamente illustrato, con un bell’esperimento di poesia visiva alla prima pagina, raro e in eccellente stato di conservazione.
(7 aprile) Sospettare e punire
Parafrasando Foucault il nome della testata rievoca la fatidica “cultura del sospetto” applicata dalla magistratura sul “processo 7 aprile”, e punta il dito contro la legge sui pentiti: alla pagina centrale la Giustizia è uno scheletro incoronato che al posto della bilancia regge una citazione dantesca (Inferno, XXVII), amara sintesi del decreto legge del 1980, “assolver non si può chi non si pente”. Ai suoi piedi due diavoli incoronati, i pentiti Casirati e Fioroni, accompagnati da due sarcastiche scritte: “io fui uom d’arme” per il primo e “l’opre mie non furon leonine ma di volpe” per il secondo. Illustrazioni, vignette satiriche e fotografie in B/N nel testo, interviste a Alessandro Tessari, Mario Isnenghi, Ennio Ronchitelli e Ferdinando Camon, esce come supplemento a Lotta Continua, esemplare ottimo.
